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La necessità di valutare i percorsi di alternanza scuola lavoro viene chiarita dalla “Guida operativa” fornita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca a pagina 11:

 «All’interno del sistema educativo del nostro Paese l’alternanza scuola-lavoro è stata proposta come metodologia didattica per8:

  1. attuare modalità di apprendimento flessibili ed equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l’esperienza pratica;
  2. arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro;
  3. favorire l’orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;
  4. realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile, che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, nei processi formativi;
  5. correlare l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.»

8Finalità indicate dal decreto legislativo n. 77/2005, art. 2.

Viene dichiarato esplicitamente che l’alternanza scuola-lavoro viene intesa dal Miur esclusivamente come metodologia didattica utile per permettere allo studente di raggiungere gli obiettivi fissati dalle “Linee guida”, intesi come obiettivi “equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo” e “competenze spendibili” nel mondo del lavoro. Ciò non significa che l’alternanza rinunci a quegli obiettivi trasversali che negli anni precedenti le scuole attribuivano agli stage estivi, quali: orientamento nella scelta del percorso post-diploma (università o inserimento nel mercato del lavoro), collegamento con il mondo del lavoro e ampliamento dell’offerta formativa dell’istituto, bensì che a questi si affiancheranno obiettivi disciplinari.  L’alternanza dovrà quindi porsi obiettivi sia disciplinari sia trasversali: entrambi concorreranno, anche se in modo diverso, alla valutazione periodica e finale dello studente da parte del consiglio di classe.

 Modalità di valutazione: 

«Nei percorsi di alternanza risultano particolarmente funzionali tecniche di valutazione che permettano l’accertamento di processo e di risultato. L’attenzione al processo, attraverso l’osservazione strutturata, consente di attribuire valore, nella valutazione finale, anche agli atteggiamenti e ai comportamenti dello studente; l’esperienza nei contesti operativi, indipendentemente dai contenuti dell’apprendimento, sviluppa, infatti, competenze trasversali che sono legate anche agli aspetti caratteriali e motivazionali della persona.»

È pertanto chiaro che esistono due diverse modalità di valutazione dell’alternanza che non sono da intendersi fra loro come alternative bensì come complementari: la valutazione di processo e la valutazione di risultato.

La valutazione di processo è intesa come valutazione che deriva direttamente dall’osservazione dello studente durante lo svolgimento del tirocinio e mira a valutare soprattutto “gli atteggiamenti e comportamenti dello studente […] indipendente dai contenuti dell’apprendimento”; si focalizza soprattutto sul raggiungimento di “competenze trasversali”, quali il potenziamento del senso di responsabilità dello studente e la capacità di gestire situazioni di stress o di relazionarsi con un pubblico di adulti.   In tale valutazione non saranno rari i casi di valutazione difformi, anche in modo significativo, dalle valutazioni scolastiche: studenti con profitto insufficiente che appariranno come “lavoratori” efficienti e motivati, ma anche studenti con profitto positivo che verranno considerati come inefficienti e poco affidabili.  È ovvio che tale valutazione di processo può essere effettuata solo da chi osserva quotidianamente lo studente in alternanza, ovvero il tutor aziendale, che fornirà poi le proprie considerazioni (valutazioni) al tutor scolastico in modo che diventino informazioni utili per la valutazione dello studente.

La valutazione di risultato considera invece il raggiungimento degli obiettivi disciplinari individuati nel progetto formativo: è quindi la valutazione effettuata dai docenti una volta che gli studenti sono tornati a scuola.

 Sintetizzando quanto esposto riguardo alle due modalità di valutazione:

 

È quindi possibile individuare alcune fasi del processo di valutazione:

  • descrizione delle competenze attese al termine del percorso;
  • accertamento delle competenze in ingresso;
  • programmazione degli strumenti e azioni di osservazione;
  • verifica dei risultati conseguiti nelle fasi intermedie;
  • accertamento delle competenze in uscita.

Soltanto al termine dell’intero percorso di 200/400 ore di alternanza, si procederà all’accertamento e alla certificazione delle competenze in uscita del percorso.

Il tutor formativo esterno, ai sensi dell’art.5 del D.Lgs. 15 15 aprile 2005, n. 77, “… fornisce all'istituzione scolastica o formativa ogni elemento atto a verificare e valutare le attività dello studente e l’efficacia dei processi formativi”.

La valutazione finale degli apprendimenti, a             conclusione dell’anno scolastico, viene attuata dai docenti del consiglio di classe, tenuto conto delle attività di valutazione in itinere svolte dal tutor esterno sulla base degli strumenti predisposti.La valutazione del percorso in alternanza è parte integrante della valutazione finale dello studente ed incide sul livello dei risultati di apprendimento conseguiti nell’arco del secondo biennio e dell’ultimo anno del corso di studi»

Si conferma quindi quanto detto in precedenza: l’unico soggetto idoneo a valutare gli apprendimenti dello studente è il consiglio di classe in sede di scrutinio, in quanto l’alternanza scuola-lavoro è una metodologia didattica implementata dal consiglio di classe stesso e quindi questi è l’unico soggetto con le competenze e le informazioni necessarie per emettere una valutazione fondata su elementi certi e precisi.   Compito del tutor aziendale è esclusivamente quello di fornire all’istituzione scolastica quelle informazioni, relative alla valutazione di processo, che ritiene possano essere utili al consiglio di classe per emettere la valutazione degli apprendimenti dello studente.

Strumenti da privilegiare nella valutazione dell’alternanza scuola lavoro:

Modalità e strumenti  che possono essere utilizzati, adattandoli al percorso svolto,  in coerenza con le indicazioni contenute nel decreto legislativo relativo al Sistema Nazionale di certificazione delle competenze.

I principali strumenti di valutazione sono quindi:

  1. le prove esperte;
  2. le griglie di osservazione;
  3. i diari di bordo;
  4. le relazioni.

 


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