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La normativa prevede che la valutazione delle esperienze di alternanza scuola lavoro avvenga in almeno due momenti distinti: in sede di scrutinio e in sede di Esame di Stato.

  1. Con riferimento agli scrutini la “Guida operativa” emanata dal MIUR prevede che:

 «la certificazione delle competenze sviluppate attraverso la metodologia dell’alternanza scuola lavoro può essere acquisita negli scrutini intermedi e finali degli anni scolastici compresi nel secondo biennio e nell’ultimo anno del corso di studi. In tutti i casi, tale certificazione deve essere acquisita entro la data dello scrutinio di ammissione agli esami di Stato e inserita nel curriculum dello studente. Sulla base della suddetta certificazione, il Consiglio di classe procede:

  1. alla valutazione degli esiti delle attività di alternanza e della loro ricaduta sugli apprendimenti disciplinari e sul voto di condotta1; le proposte di voto dei docenti del Consiglio di classe tengono esplicitamente conto dei suddetti esiti;
  2. all’attribuzione dei crediti ai sensi del D.M. 20 novembre 2000, n. 429, in coerenza con i risultati di apprendimento in termini di competenze acquisite coerenti con l’indirizzo di studi frequentato, ai sensi dei dd.PP.RR. nn. 87, 88 e 89 del 2010 e delle successive Linee guida e Indicazioni nazionali allo scopo emanate.»

1 L’incidenza delle esperienze di alternanza sul voto di condotta è collegata al comportamento dello studente durante l’attività nella struttura ospitante, valorizzando il ruolo attivo e propositivo eventualmente manifestato dall’alunno ed evidenziato dal tutor esterno.

Da quanto sopra riportato si può dedurre quanto segue:

  • il consiglio di classe ha l’obbligo di tenere conto dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro nelle proprie valutazioni durante gli scrutini del secondo biennio e quinto anno.
  • Tale valutazione deve riflettersi in tre aspetti: valutazione degli apprendimenti, voto di condotta e attribuzione del credito.
  • In sede di scrutinio di ammissione all’Esame di Stato il consiglio di classe deve procedere alla certificazione delle competenze acquisite dallo studente.

La ricaduta della valutazione dell’alternanza sugli apprendimenti disciplinari può avvenire con due modalità: tramite l’attribuzione di un voto in decimi allo studente durante l’anno scolastico (utilizzando gli strumenti precedentemente illustrati: prova esperta, diario di bordo/relazione) e in sede di scrutinio sfruttando le griglie di valutazione fornite dal tutor aziendale che permettono di valorizzare l’esperienza di alternanza intervenendo sul voto di condotta.

 Per quanto riguarda il voto di condotta il collegio docenti nella seduta in cui delibera i criteri per l’attribuzione di tale valutazione, dovrà prevedere che per gli studenti delle classi del secondo biennio e quinto anno si tenga conto anche del comportamento dello studente in tale contesto.

La decisione di quale soluzione adottare spetta ovviamente al consiglio di classe in quanto organo preposto alla valutazione degli studenti.

  1. Per quanto riguarda l’Esame di Stato la “Guida operativa” emanata dal MIUR prevede:

«Per l’esame di Stato le commissioni predispongono la terza prova scritta secondo le tipologie indicate dall'articolo 2, comma 1, lettere e) ed f), del D.M. 20 Novembre 2000, n. 429, tenendo conto anche delle competenze, conoscenze ed abilità acquisite dagli allievi e certificate congiuntamente dalla scuola e dalla struttura ospitante, nell’ambito delle esperienze condotte in alternanza. I regolamenti sul riordino degli istituti professionali e degli istituti tecnici stabiliscono, inoltre, che le Commissioni di Esame possono avvalersi di esperti del mondo economico e produttivo con documentata esperienza nel settore di riferimento; tale indicazione consente di valorizzare, nell’ambito del colloquio, le esperienze di alternanza scuola lavoro realizzate dallo studente, come ribadito nelle ordinanze ministeriali sull’esame di Stato.»      

Da quanto sopra è possibile dedurre che:

  • delle esperienze di alternanza di debba tenere conto nella redazione della terza prova (sino a quando prevista);
  • la commissione possa convocare un esperto esterno per predisporre la terza prova(sino a quando prevista) ;
  • l’esperienza di alternanza scuola-lavoro può essere valorizzata in sede di colloquio orale.

Per quanto riguarda la terza prova, sia in presenza di esperto esterno sia in assenza, potrebbero essere inserite alcune domande che prendano spunto dall’esperienza di alternanza scuola lavoro. 

L’alternanza scuola-lavoro può essere valorizzata in sede di colloquio orale in due modi: lo studente decide di iniziare il proprio colloquio orale raccontando la propria esperienza oppure la commissione predispone alcune domande da sottoporre al candidato relativamente all’esperienza vissuta: in questo ultimo caso la commissione dovrà prestare molta attenzione e attenersi alla certificazione delle competenze fornita dal consiglio di classe.

 


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